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Il nucleare è una pessima idea sotto tutti i punti di vista: non sono le esatte parole del Professor Nicola Armaroli (dirigente di ricerca presso il CNR) ma è quello che dice durate l'audizione parlamentare del quale vedete il video qui sopra.

Se si tratta di sicurezza energetica l'uranio, che è la fonte di alimentazione delle centrali nucleari, è prodotto al 43% dal Kazakistan e non esiste altra fonte di energia così concentrata (e quindi non sicura). La tecnologia è quasi totalmente Russa e Cinese e non c'è nulla di sicuro nell'affidarsi a loro.

La Francia, che è il campione del nucleare in Europa, ha solo centrali molto vecchie (quasi 40 anni di età media) e non ne ha nessuna in costruzione. EDF è stata nazionalizzata nel 2022 per problemi economici e la Corte dei Conti francese ha bloccato, proprio problemi di costi, i progetti di nuove centrali. Il nucleare costa troppo, soprattutto rispetto alle fonte rinnovabili. Peggio ancora il nucleare SMR o, addirittura, la fusione ancora non esistono e quindi non si hanno certezze sui costi.

Nel Regno Unito e in Germania nel 2024 la produzione di energia da fonti rinnovabili ha superato quella da fonti fossili. La Cina installa nuove centrali nucleari: in 32 anni ne ha installate per 57GW mentre solo nel 2024 ha installato 357GW di rinnovabili quindi anche chi installa nuovo nucleare lo fa in così minima quantità rispetto alle rinnovabili da renderlo trascurabile.

Anche facendo finta che non costi di più e che non sia estremamente insicuro come approvvigionamento se il programma del governo è di installare tra gli 8 e i 16GW e prendiamo un valore intermedio di 12GW quante centrali dovremmo installare? Un reattore SMR medio è da 100MW quindi ne servirebbero 120. In un paese come l'Italia che è al 95% del territorio a rischio idrogeologico e considerando anche il rischio sismico che è elevato non si capisce dove posizionare un reattore nucleare. Figuriamoci costruirne 120.

Sicuramente ad oggi l'Italia non è in grado di funzionare con sole fonti rinnovabili ma lo sviluppo delle reti intelligenti e dell'accumulo cambieranno a breve questa situazione mentre realizzando centrali nucleari corriamo il rischio di avere degli oggetti superati e molto costosi e se si vuole abbassare il costo delle bollette elettriche questa non è certo la via da prendere. Da considerare anche che queste ipotetiche centrali nucleari non saranno pronte che tra 15/20 anni, potrebbero addirittura costare di più delle attuali mentre abbiamo già ora disponibili soluzioni rinnovabili consolidate che costano notevolmente meno.

Quando vedo un impianto fotovoltaico o delle pale eoliche vedo la bellezza.

Sono belli esteticamente: non mi capacito di chi parla di paesaggio deturpato o bruttezza, veramente.

La bellezza non è solo estetica: è anche un idea che scaturisce dal fatto che produciamo energia localmente per usarla localmente sfruttando risorse naturali locali. Nostre risorse. Non dipendiamo da fornitori inaffidabili di gas o petrolio.

La bellezza è anche risparmio economico visto che le rinnovabili costano meno di qualsiasi altra fonte energetica con bollette dell'energia più economiche e il risparmio è anche a livello nazionale perché evitiamo di importare dall'estero combustibili.

La bellezza è anche la salvaguardia climatica dato che le rinnovabili sono per loro natura amiche dell'ambiente.

Quanto bello sarebbe se invece che essere osteggiate, addirittura a livello di decisioni del nostro governo, ci fosse un aiuto ad ogni livello?

Foto credit: Parco eolico di Cocullo su wikipedia e parco fotovoltaico a Palo di European Energy

Tesla Model 3 (auto elettrica su wikipedia)

Si sente alle volte dire che le auto elettriche richiederanno troppa elettricità al sistema mettendolo in crisi: non è vero perché la quantità di elettricità aggiuntiva richiesta è modesta, è in crescita graduale (le auto elettriche sono in crescita graduale) e potranno addirittura essere la soluzione ad un problema che invece è reale. Quello della stabilizzazione dei carichi di rete.

Tutto passa da volontà politiche, modifiche alle normative e incentivi. Per diverse ragioni è utile puntare sulla produzione di elettricità da fotovoltaico (è più economico, ci rende indipendenti dall'estero, abbiamo tanto sole) e questo richiede che vengano sbloccati progetti già pronti a partire riducendo la burocrazia normativa. Una volta che il fotovoltaico sarà libero di cresce avremo abbondante energia elettrica ma, per sua natura, intermittente (legata alle condizioni meteorologiche). È qui che nuovamente entra in gioco la normativa: un auto elettrica predisposta a VTG (Veicle To Grid: dall'auto alla rete elettrica) che venisse lasciata connessa alla rete potrebbe fornire energia alla rete nei momenti di scarsità (con vantaggi economici per il proprietario dell'auto) stabilizzando la produzione elettrica.

Quindi l'unico vero problema futuro reale, l'intermittenza della produzione elettrica fotovoltaica, potrebbe essere risolto dalle tante e capaci batterie delle auto elettriche connesse alla rete con tecnologia VTG. Basterebbe solo adeguare la normativa per consentirlo.

La guerra in Ukraina e le conseguenti sanzioni alla Russia sono un ottimo "pretesto" per puntare ad una indipendenza via via maggiore fino all'indipendenza totale da fonti fossili: non solo gas ma anche petrolio e non solo prodotti Russi ma proprio tutti.

Si tratta di buon senso. A breve termine sicuramente non si potrà ridurre drasticamente ne tanto meno eliminare ma a lungo termine è sicuramente possibile ed è utile per più motivi.

Puntando su fonti rinnovabili prodotte in loco come fotovoltaico, eolico e idroelettrico (con accumulo statico per normalizzare e produzione di idrogeno verde) ci si sgancia dai problemi che derivano dal dover importare prodotti da aree geografiche turbolente.

Si spende di meno: conti alla mano le fonti rinnovabili sono più economiche e col tempo miglioreranno ancora.

Non meno importante è più ecologico.

Resta solo da vedere se questo buon senso viene recepito da chi deve prendere le decisioni: i politici

Disegno su un possibile scenario futuro

Un lungo ed interessante articolo su Vaielettrico tratta, tramite un intervista, un possibile scenario futuro ad ampio spettro sia sulla mobilità sostenibile (elettrica e idrogeno) che sul uso e riuso delle batterie delle auto e molto altro.

Questo secondo punto mi ha colpito per la semplicità della spiegazione. Migliorando il controllo sulla qualità delle celle delle batterie delle automobili si potrà arrivare ad identificare il momento giusto per smettere di usarle sull'auto (un applicazione molto usurante) prima che si degradino significativamente e iniziare la fase di riuso come accumulatori temporanei ad esempio per i pannelli fotovoltaici. Questo secondo uso è molto meno stressante per la batteria: se per un automobile era quasi a fine vita per questo utilizzo invece ha ancora parecchi anni di utilizzo. Cito la frase dell'intervistato (il professor Andrea Casalegno del dipartimento dell'Energia del Politecnico di Milano) che mi è piaciuta: perché rovinarla del tutto, se può funzionare egregiamente ancora a lungo con un servizio meno gravoso, conservando un suo valore economico?

Allungando al massimo il ciclo di vita prima del riciclo con recupero dei metalli rari si migliora notevolmente l'impatto ecologico.

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Vado un po' off topic rispetto ai miei temi abituali ma ne vale la pena.

Questo è quanto ho trovato su BlogRisparmio : "grazie all'istituzione di un grosso gruppo d'acquisto  e alla collaborazione di banche, installatori, periti e consulenti vari è possibile ottenere gratuitamente un impianto fotovoltaico, a patto di percepire solo il 25% dei ricavi derivati dal conto energia."

Il tema del risparmio energetico, magari abbinato al risparmio economico mi è caro!